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Risposta al compagno
Reale
Caro
compagno Reale,
Le sue parole riaffermano molti concetti che da tempo tento di
veicolare nella nostra vita politica cittadina. A riprova della
mia libertà di giudizio ricordo di aver denunciato severamente,
durante le ultime elezioni amministrative a Capo d’Orlando, il
collateralismo rispetto alla coalizione di destra di una parte
della sinistra ufficiale, che in tali circostanze ha accampato
il pretesto della difesa della democrazia e della libertà (!)
contro il pericolo “sindoniano”. Le risparmierò ogni commento
sulla stoltezza di chi suscita un clima di emergenza per
delegittimare l’avversario, si tratti pure del pugnace Enzo
Sindoni (del quale non posso che dirmi oppositore, quanto meno
per un problema di weltanschaung). Torna ad onore dei nuovi
socialisti orlandini aver tenuto la barra dritta nelle acque
agitate della campagna elettorale: è stato deplorato il
consociativismo e le ambiguità di una parte della sinistra, in
uniformità con i valori storici di quel socialismo nutrito
dall’esperienza di tanti amministratori locali che sul campo
hanno dato prova di spirito riformista.
Per queste ragioni, “Unità
Socialista” insieme alle altre forze del centro – sinistra sta
preparando già da ora un progetto di governo serio e concreto
per la città, in grado di riscattare gli errori commessi negli
ultimi anni da una sinistra orlandina fin troppo evanescente ed
autoreferenziale. Parafrasando Riccardo Lombardi, i nuovi
socialisti orlandini intendono adoperarsi per un’autentica
ristrutturazione della sinistra, rialzando la bandiera del PSI a
fronte di alcuni ex amministratori (presunti) socialisti che
avevano gettato quella stessa bandiera in una angolo, rei di
aver abbandonato il partito nel momento in cui il socialismo
riformista rischiava di essere cancellato dalla storia italiana.
Dinanzi al comportamento di quanti hanno barattato la gloriosa
storia del PSI orlandino con una candidatura nell’UDC o in altre
liste di centro – destra, mi sento di escludere la possibilità
di una qualunque loro sincera adesione alle idee socialiste, per
il passato quanto per il futuro. Stando ai fatti, mi consta che
non ci siano altri socialisti organizzati a Capo d’Orlando al di
fuori del Movimento di “Unità Socialista”: pertanto i veri
socialisti democratici ed autonomisti non hanno alcuna
responsabilità nello scadimento della vita politica orlandina
degli ultimi dieci anni, dal momento che nessuno prima di tre
anni fa aveva creato una nuova sezione socialista. Con pochi
iscritti (almeno a confronto con l’ultimo tesseramento del PSI)
e pochissimi mezzi, ci siamo prodigati affinché il nostro
simbolo tornasse sulle schede elettorali a partire dall’anno
scorso, aprendo una nuova fase della sinistra socialista a Capo
d’Orlando. Abbiamo imparato da Giacomo Matteotti a far politica
nella chiarezza delle identità e dei punti fermi, a “pane ed
acqua”, senza pensare a successi personali a breve scadenza, nel
rispetto sacro dei nostri morti e delle nostre dolorose
intransigenze. Intransigenze sui principi che costarono persino
ai padri del socialismo unitario (e revisionista) accuse di
massimalismo. Se dunque avversare un’amministrazione, di cui
siamo oppositori non tanto per i suoi connotati di destra,
quanto perché priva di cultura amministrativa e di un progetto
che “scaldi il cuore”, significa essere massimalisti, ai
socialisti orlandini non resta che rispolverare il “massimalismo
matteottiano” contro i tentennamenti e le ambiguità altrui. Con
stima,
ANTONIO MATASSO
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