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CAPO D’ORLANDO PERLA
DEL TIRRENO L’uomo
ha costruito la sua civiltà domando la natura, ma anche sconvolgendone
profondamente gli equilibri. A
Capo d’Orlando siamo giunti ad un punto critico che deve suscitare una nuova
coscienza delle responsabilità collettive. Dobbiamo
invertire la rotta se vogliamo che le grandi risorse naturali tornino ad
aiutarci nel cammino per successivi traguardi
di sviluppo, di benessere e di civiltà. Città
più ospitale e più bella, l’abbellimento della città è elemento
determinante della vita moderna: esso passa attraverso la regolarizzazione del
traffico, la funzionalità dei servizi e soprattutto la riqualificazione
ambientale: marciapiedi.. marciapiedi.. destinati ai pedoni e non ai pali
della luce elettrica e segnaletici, eliminare i vasi da fiori che ostruiscono
il passaggio dei pedoni e per quelli che possono restare l’obbligo della
pulizia giornaliera da parte dei proprietari e soprattutto l’eliminazione
degli scivoli per autorimesse ed altro. Soprattutto
dedicare molta attenzione alla Via Consolare Antica e per le cose da fare
subito: marciapiedi a scivolo con grave discredito ambientale e sopratutto un
attentato permanente all’incolumità dei cittadini, e per i progetti a lungo
termine: raccordi comodi e agevoli con la statale 113 e conseguentemente
alleggerire l’orrendo traffico della stessa. In
molti si è contrari all’apertura del casello autostradale sicuramente fonte
di degrado ambientale e lottizzazioni selvagge che non hanno nulla a che
vedere con il turismo. Non
è che i centri turistici di certa autorità abbiano il casello autostradale
anzi! Capo
d’Orlando forse è l’unico paese che ha la fortuna di avere, a
disposizione , due svincoli autostradali nello spazio di 10Km ed inoltre la
grande fortuna del non passaggio, nel centro abitato, della statale 113. In
molti siamo favorevoli alla chiusura della strada per S. Gregorio per tre mesi
all’anno: 15 giugno/15 settembre , non costa nulla fare una prova biennale
per vedere i risultati.. si tratta di progettare e vedere lontano.. In
quanto alle spiagge libere credo che sia una realtà del passato e non la
necessità del presente. Le
spiagge libere o non, possono convivere, dando cosi scelta all’utente che può
ricevere i servizi di cui ha bisogno. Certamente
è da evitare la concessione di lidi rumorosi e sgradevoli. I
costi della pulizia delle spiagge, delle strade chiedono il contributo dei
bagnanti, in altre parole, il pagamento del costo dell’ombrellone, della
sedia ed anche del parcheggio. Dulcis
in fundo: è mai possibile che la cultura generale non senta il bisogno di
opporsi alla bruttezza dei colori esterni, alla difformità dei balconi delle
costruzioni con grave danno alla dignità dell’ambiente. La
ricerca di maggiore efficienza e professionalità
dei servizi a conduzione pubblica deve approdare a risultati più efficienti
imboccando la strada di formule amministrative capaci di fornire, volta a
volta, una scelta all’utente, mettendolo nelle condizioni di premiare o di
punire secondo gli schemi di mercato. I
diritti di cittadinanza, che sono un contenuto fondante della nostra
democrazia, contrariamente ai diritti civili e politici dipendono direttamente
dall’efficienza delle strutture incaricate di fornire servizi sociali in
senso lato. Sono
i diritti quotidiani che il singolo cittadino stenta a far valere di fronte ad
un sistema troppo rigido e burocratico, troppo spesso strutturato sulle
esigenze e sugli interessi di chi eroga il servizio piuttosto che sulle
esigenze e bisogni di chi lo riceve. Quanto
soprascritto non è frutto di demagogia ma frutto di una serena riflessione
sulle cose semplici e costruttive da fare .
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